Autore: AnnaKitlas

  • “CAMPAGNA SALENTINA“ BY CHEKOS`ART

    “CAMPAGNA SALENTINA“ BY CHEKOS`ART

    Un murales realizzato sulla SS101 a Galatina (LE) per la valorizzazione delle infrastrutture stradali ANAS

    video: Cristian Sabatelli

    Un’opera dedicata alla terra ed alla natura impreziosisce da qualche giorno il cavalcavia del ponte situato alkm 16,700 della strada statale 101 “Salentina di Gallipoli” a Galatina, in località Collemeto, in provincia di Lecce.

    Il nuovo murales, finanziato da Anas e realizzato da Chekos’Art, con la direzione artistica di 167bstreet, in collaborazione con il Comune di Galatina, è stato eseguito nell’ambito di un progetto più ampio portato avanti da Anas, finalizzato alla valorizzazione ed alla riqualificazione di alcune porzioni d’infrastrutture di competenza situate in molte regioni d’Italia.

     “Grazie al nostro progetto – ha dichiarato il responsabile Marketing & Servizio Clienti di Anas Claudio Arcovito – la strada, oltre a rappresentare un’infrastruttura di collegamento e di mobilità nel paese, si fa anche strumento di promozione di arte e cultura attraverso la street art. Anas ha infatti intrapreso un percorso che utilizza la street art come strumento per coadiuvare la strategia di investimento nella manutenzione e valorizzazione delle proprie infrastrutture ed – in casi come questo di Collemeto – anche per proteggerle da atti di vandalismo e di degrado; si tratta di un’Anas sempre più moderna e vicina alle esigenze della collettività che investe anche, appunto, nella promozione della cultura”.

    Negli anni, infatti, l’affissione selvaggia di manifesti abusivi ed in qualche caso l’abbandono abusivo di rifiuti avevano purtroppo privato di bellezza e decoro una porzione di strada che, al contrario, merita splendore ed attenzione. 

    I disegni realizzati raffigurano un tipico paesaggio della campagna salentina, caratterizzato dai colori tipici, nei toni vicini a quelli della terra. 

    Protagonista il volto di una giovane donna, sullo sfondo del paesaggio, che con lo sguardo invita i passanti a soffermarsi, guardando ben oltre il muro. 

    L’intenzione di Chekos’Art – street artist proprio di origine leccese, che per Anas ha già realizzato una delle diciassette importanti opere sul Grande Raccordo Anulare di Roma – è quella di rendere il murales un mezzo che crei un ponte tra la tradizione rappresentata e lo sguardo rivolto verso il futuro, ampio come l’orizzonte dipinto. Uno scorcio a metà tra presente e futuro, eseguito nel connotativo e personale stile optical, rappresentativo dello stile dell’artista, capace di incuriosire i passanti, grazie alla sua doppia capacità di focalizzazione, che richiama l’attenzione per le sue linee colorate che – osservandolo da lontano – diventano una composizione unica.

    Obiettivo comune con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Galatina, quello di valorizzare una struttura di colore grigio, dando vita a un nuovo percorso culturale nelle periferie e nelle piccole comunità, ormai in continua riscoperta.

    La costruzione del ponte, sin dalla realizzazione della strada statale 101 – collegamento prioritario tra gli abitati di Lecce e Gallipoli – ha rappresentato per i cittadini di Collemeto una sorta di opera divisoria rispetto alla circostante campagna, luogo nel quale da sempre si svolge l’attività lavorativa del paese. 

    L’obiettivo è quello di coniugare la tradizione del posto con una struttura che di fatto avvicina Collemeto a tutti i centri del Salento, quasi fosse un continuum con l’ambiente circostante, quale momento di incontro, socializzazione e condivisione della vita.

    Abbiamo ritenuto di individuare la vita nei campi e, quindi, il nostro paesaggio come l’immagine che possa rappresentare al meglio l’identità della comunità collemetese”, ha dichiarato Cristina Dettù, Assessore alla Cultura della Città di Galatina. “C’è anche l’immagine del futuro, di quei giovani che non smettono di guardare al domani investendo nella propria terra d’origine. Lo abbiamo voluto fare con una forma d’arte che, sviluppandosi nel perimetro urbano, fa innamorare dell’arte stessa e fa assaporare il concetto timido, ma estremamente profondo della cultura”.

  • PORTANOVA12, Galleria d’arte contemporanea apre la stagione Artistica con la mostra “OP STREET” di Chekos’art

    PORTANOVA12, Galleria d’arte contemporanea apre la stagione Artistica con la mostra “OP STREET” di Chekos’art

    CHEKOS’ART A BOLOGNA “OP STREET” @PORTANOVA12

    Venerdi 12 Ottobre si aprirà ufficialmente la stagione Artistica di Portanova12, la prima Galleria d’arte contemporanea italiana ad aver puntato la sua ricerca sul movimento nostrano della cosiddetta Street/Urban Art.

    L’autore prescelto è Chekos’art, artista di rilevanza internazionale, reduce da una recente esecuzione di un grande Murale, promossa e curata dalla Galleria stessa, per l’edizione 2018 del Si-Fest Savignano Immagine-Festival Internazionale di Fotografia. L’Opera pubblica, ritratto-tributo dedicato alla figura del noto Fotografo Marco Pesaresi, è stata inaugurata ufficialmente nel centro di Savignano sul Rubicone dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini, il giorno 30 Settembre, ottenendo un unanime successo di pubblico e critica. Con “Op Street”, titolo della Mostra Personale che si terrà presso la Galleria bolognese, Chekos presenta una serie di opere ultime che daranno modo di confrontarsi con la sua inconfondibile cifra estetica: una poetica ritrattistica, emblematica, fatta di sagome precise, sfondi optical e codici cromatici Pop che l’ha portato ad affermarsi tra i protagonisti della scena muralista.

    Il Solo-Show sarà visitabile dal 12 Ottobre al 17 Novembre.

    https://www.facebook.com/12portanova/

    https://www.instagram.com/portanova12bologna/

    www.portanova.it

    https://www.facebook.com/chekosart/

  • SELFATI al Castello di Gallipoli fino all’11 Novembre

    SELFATI al Castello di Gallipoli fino all’11 Novembre

    SELFIE e SELFATI

    Una dilatazione dell’io fino ad una moltiplicazione infinita ed esasperata di immagini e autoriproduzioni, o nuovo media visivo di cultura popolare?

    Parliamo del selfie e della mostra ad esso dedicata, Selfati che, inaugurata l’1 giugno scorso, è ancora visitabile fino all’11 novembre, presso il castello di Gallipoli.

    Tra gli interventi presenti nell’ allestimento site specific, l’installazione “Salento Style” di Mariano light, “Nemo”, le sedute d’autore di Fabio Novembre, i SelfiAdArte, una proposta “pop” circa la percezione diversificata nell’interazione con le opere d’arte, della giornalista e art influencer Clelia Patella, la mirror tower, e  optical room di Chekos’art.

    La mostra omaggia anche Michelangelo Pistoletto, di cui viene ospitata per la prima volta in Puglia, La Venere degli stracci, iconica rappresentazione del veloce abuso del consumo dei nostri giorni, del dissacrante squilibrio tra la bellezza estatica della venere e l’riverenza del quotidiano. L’evento ha creato una collateralità tra questa lettura e la fenomenologia del selfie, nel possedere di rinascita e riconsiderazione dell’ordinario, in virtù di una, quasi inconsapevole riuscita d’espressione artistica. Vien posto quindi al centro dell’indagine ciò che oggi viene ed prodotto in quantità copiosa in una coazione a ripetere, il selfie.

    Partecipazione ed interazione del pubblico e dei visitatori, che potranno misurarsi personalmente, nel rapporto contestuale con le opere proposte sono le chiavi di volta dell’evento. Difatti l’exibit finale, vedrà la realizzazione di un’opera collettiva, dove ogni visitatore sarà stato un autore.

    La stanza curata dall’intervento di Chekos’artoptical room, porge un inevitabile interrogativo tra la scissione del punto di vista e l’effetto visivo. Un tributo a Michelangelo Pistoletto, ed al dialogo contemporaneo tra le parti al fine di una risposta utile e alla possibilità di generare nuovi alfabeti. In una dilatazione di linee e segmenti, sospese tra modulazione complessiva di immagine altrimenti franta e segmentata in porzioni visive, il selfie viene ispezionato in tutte le sue contraddizioni e possibilità.

    Un appuntamento imperdibile, un percorso che offre nuovi spunti di riflessione sul selfarsi e, sul riprodurre un’immagine di sé, valicando il superfluo apparire estetico, votandolo più alla costruzione di un patrimonio collettivo e di scambio.

    L’evento con la direzione generale di Luigi Orione Amato e la direzione artistica  Raffaela Zizzari, prodotta da Orione Comunicazione, in collaborazione con Università del Salento e con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Gallipoli e La Sapienza di Roma, è al suo quarto appuntamento ed ha scelto quest’anno, il Castello della cittadina ionica.

    -Lara Gigante-

     

     

  • Un murales per Jimmy Savo per appARTengo Street Fest

    Un murales per Jimmy Savo per appARTengo Street Fest

    Lo street artist Chekos omaggia l’attore stiglianese con una sua gigantesca opera

     di Carlo Calza

    Ecco. Il vecchietto riposa sulla panchina, il bastone in una mano, le braccia conserte e la sigaretta nell’altra mentre la faccia gigantesca, dal muro di una casalo guarda sornione mentre, lo sguardo perso nel nulla, ormai saggio, pensa e riflette… E io li guardo entrambi, e mi convinco che mai avrei pensato, quando ho parlato con lui e di lui nei mesi scorsi che mi sarei poi sorpreso davvero… della sorpresa che Chekos’art mi ha fatto (gioco di parole d’obbligo ed efficace): una sua opera in Basilicata, a Stigliano, per celebrare un altro grande artista, un attore di cui proprio Angelomà si è occupato non più tardi di un paio di settimane fa: lo stiglianese-americano Jimmy Savo (https://www.angeloma.it/storie/vincenzo-rocco-jimmy-savo-il-lucano-di-stigliano-che-conquisto-broadway-e-il-cinema-americano/).

    Infatti proprio l’altro giorno è stato realizzato nel paese d’origine, e proprio da Chekos, il murales in via Cialdini, sul muro della casa di Felice Lacetera, che cura il sito http://jimmysavo.it/, e Rosaria Sinisgalli, che lo rappresenta. L’idea era partita già da qualche anno da Franco Della Rosa che dell’attore di origine stiglianese è ricercatore, studioso ed estimatore, anche se l’ipotesi iniziale riguardava la possibilità di realizzare una statua, magari in cartapesta, un monumento delicato, da collocare presumibilmente al chiuso. Invece quest’anno l’associazione appARTEngo, guidata da Pietro Micucci, un giovane regista di cinema e teatro, ha pensato bene di invitare anche Chekos alla rassegna che per il secondo anno organizza a Stigliano,l’ “appARTEngo street fest”, che per quattro giorni, al grido di “con i piedi qui, con la testa nel mondo” raccoglie in paese artisti di street art soprattutto nel centro abitato, che si impegnano in elaborati grafico-pittorici di qualità, sculture in multimateriale in cartapesta, in legno, in pietra, in ferro, vetro, creta, ceramica.

    Ed ecco che in quest’ambito si è reso omaggio a Vincenzo Rocco “Jimmy” Savo con il murales di Chekos che vedete nelle foto. “Ciè stata fatta una sorpresa che ci rende felici”: questo i lcommento di Rocco De Rosa, altro estimatore e studioso del suo compaesano. E da questo sito, giovane, che opera quasi in sordina e che dalla Basilicata tenta di affacciarsi sul mondo, si lancia un appello, forse velleitario, ma sentito, doveroso e anche giustificato alla Fondazione Matera Basilicata 2019 e al suo Presidente, Salvatore Adduce di fare il possibile per dare un piccolo spazio, all’interno del fitto programma dell’anno prossimo, anche a Jimmy Savo, visto che di lui ci sono alcuni film completi ed altro materiale multimediale, oltre ad aneddoti, storie e il suo libro. Uno o due giorni di proiezioni e forum per ricordarlo e per farlo conoscere, magari anche con l’interessamento della Lucania Film Commission, perché nella Matera Capitale della Cultura 2019 possa trovare cittadinanza anche un attore stiglianese, forse poco conosciuto in Italia, ma che ha fatto parte della storia di Broadway e del cinema americano, e che, una volta tornato in Italia, ha dato linfa vitale e nuovi impulsi al Festival dei due Mondi di Spoleto che agli inizi degli anni ’60 stava vivendo momenti di crisi di identità.

    Carlo Calza “Angeloma”

     

  • Si Fest: la street art di Chekos’art omaggia il grande fotografo scomparso Marco Pesaresi

    Si Fest: la street art di Chekos’art omaggia il grande fotografo scomparso Marco Pesaresi

    “Vi amerò per le strade del mondo”

    Si Fest a Savignano sul  Rubicone
      la street art di Chekos’art omaggia il grande fotografo scomparso Marco Pesaresi.

     

    Si è appena iniziato il festival che ha, letteralmente, mosso, uno scenario visivo e culturale nella provincia riminese. Oltre a mostre, premi fotografici, editoria indipendente che ha avuto lo spazio di presentare i suoi progetti cartacei, ed al merito di essere inserita come iniziativa tra quelle dell’anno europeo del patrimonio culturale 2018, ha confermato la straordinarietà della sua edizione, portando la street art a realizzare un’opera  “in situ”.

    A realizzare l’opera visiva  è stato chiamato Chekos’art con la curatela di Antonio Storelli  e Massimo Cattafi  della Galleria Portanova12, in collaborazione con Gruppo Ivas, Gv3 e Gruppo Venpa.

    L’artista ha voluto tributare la sua opera  ad uno dei più grandi “volti” della fotografia contemporanea, ormai scomparso da 16 anni, Marco Pesaresi, inoltre nativo della zona.

    La scelta di un intervento di street art, non è mai avulsa dalla sensibilità di lettura di un luogo  e del suo contesto, pertanto Chekos’art ha offerto la sua lettura dell’ambiente in profonda connessione con la memoria di un artista d’eccellenza.

    Pesaresi è stato il fotografo che ha scandagliato le viscere del suolo urbano, dell’animo umano, indagando lo sguardo, l’esistenza, percorrendo vie, fino ad immergersi nella profondità metropolitane, raccontando di inferni urbani abitati. Artista visionario e profondo, pellicola sensibile del racconto degli ultimi e anche  degli sprazzi di gloria, fiore all’occhiello dell’agenzia e casa editrice Contrasto nei primi anni ‘90, ha lasciato un’eredità visiva geniale ed imponente, pungente quanto basta per definire l’esistenzialismo di strada.

    L’opera realizzata, in suo onore,  dallo street artist, si ispira ad un ritratto fotografico fatto a Marco Pesaresi, da un altro fotografo, Luigi Gariglio.

    La lettura che Chekos’art ha dato, si staglia e si imprime negli sguardi grazie al suo stile optical, tratto ormai, distintivo di stile realizzativo e compositivo.

    Le linee modulate ed ondulate dell’immagine se la si guarda da vicino, destabilizzano la percezione dell’osservatore che, invece, può coglierne l’aspetto d’insieme e l’impianto unitario, solo se si collocherà alla giusta distanza.

    Un gioco di visioni ed uno spostamento di parametri visivi, un suggerimento costante a spostare spesso il proprio punto di vista e a sperimentarne sempre di nuovi. Un omaggio alla fotografia ed al ruolo del punto vista, un tributo alla memoria del grande fotografo, che con il suo sguardo è eternato sui muri di Piazzetta Padre Lello, suggellato dalle sue stesse vibranti parole, riportate all’interno del murales: vi amerò per le strade del mondo”.  

    Arte urbana, fotografia, arti visive, festival che muovono la sensibilità e la cultura, di cui fare patrimonio di memoria, costantemente rinnovabili,  per un nuovo futuro. Luoghi che divengono piattaforme di conoscenze e nuovi scambi. Orizzonti interessanti da seguire, come la collaborazione tra la Galleria Portanova12 e l’artista Chekos’art, qui avviata, che segna un  percorso in divenire.

    Il 12 ottobre prossimo, la Galleria Portanova, presso il suo spazio a Bologna, ospiterà una mostra personale dello street artist, Chekos’art, ampliando la ricerca sul suo operato e le sue ispirazioni. La mostra sarà  visitabile sino al 17 Novembre

    Testo a cura di Lara Gigante “Your Legs are my business” 

     

     

  • OLTREMARE zona temporanea delle arti urbane

    OLTREMARE zona temporanea delle arti urbane

    Il resoconto della 2 edizione di OLTREMARE

    Zona temporanea delle arti urbane, San Cataldo, Lecce

    Si è appena conclusa la seconda edizione Oltremare- zona temporanea di arti urbane, manifestazione compartecipata di street art nella marina di San Cataldo.

    Un’altra edizione, un’altra rigenerazione, un altro incontro che ha sollecitato confronto di idee e di stili, di attitudini e di capacità per ripensare, nuovamente, il concetto di spazio su cui gli artisti sono intervenuti.

    Un vecchio edificio sul lungomare della marina leccese, che attende di essere abbbattuto e, nell’attesa viene ogni volta ripensato e rigenerato dal colore e dalla creatività.

    Un evento dove l’esperienza umana si è mescolata, un’altra volta, all’input artistico, ispirata dal mare, cornice silenziosa ed eterna.

    L’arte di strada in un format estivo, voluta e organizzata da 167 B street e Artkademy, che, come sempre attinge le sue forze e le sue risorse dal basso avvalendosi, esclusivamente, della voglia di fare e di creare connessione.

    Un evento slegato dai circuiti ufficiali di festival e di gallerie, dunque autoprodotto ed autofinanziato, che potuto contare soltanto sull’appoggio della comunità  del quartiere popolare 167 b di Lecce e sul del Comune di Lecce, che ha messo a disposizione l’Ostello sito sul lungomare, per l’ospitalità agli artisti invitati.

    Una manifestazione che ha visto, dunque, il piacere dell’arte per l’arte, in cui il racconto dell’esperienza di strada si è slegata in un racconto a ciclo unico, formulato appositamente per la cornice d’affaccio dinanzi al mare.

    Gli artisti giunti a loro spese, ed intervenuti alla “call” oltremare sono stati :

    Franko Dine (Albania), Still Ende (Albania), Toni Sulo (Grecia), Ivan (Milano), Piger (milano), Mister Caos (Milano), Bidpi al cui seguito sono venuti tre ragazzi, rifugiati politici, (Benevento), Tmx (Spagna), Ker (Milano), SonicChew-z (Roma), StencilNoire (Taranto), Kenji (Roma), Rizek (Barletta) , MFK (Benevento), El Rughi (Barcelona), Nais (Milano), unica donna insieme a Majilina,(Austria), L’altro Andrea (Belgio)  Chekos’art, Frank Lucignolo, Davide DPA, Au Osce,  Sandro Crash, Andrea Petito, Nicho LineUp (Lecce).

    L’operato degli artisti è stato documentato da Walls of Milano, fotografo di street art attivo nel capoluogo lombardo, ed ha suscitato l’interesse di Albe il Pazzo di Roma, “cacciatore” di street art in giro per il mondo. Abbiamo anche avuto il piacere di ospitare Emanuela Carlonti di Walk The Line di Genova.

    I temi trattati non hanno potuto che “rivolgersi” nuovamente al mare come ispiratore, come tramite e come mezzo, suo malgrado, di umane tragedie ed inabissamenti, come “dimensione” che contiene e manda lontano, come “deriva” del rapporto antropico con esso e dell’assoluta necessità di un riscatto dell’umano atteggiamento. Un omaggio, inoltre alla memoria di una ragazza del movimento No tap, campeggia colorato e con lo “sguardo” sempre rivolto all’azzurro del cielo e del mare.

    Un’altra opera sociale e pubblica, un dialogo tra arte e paesaggio, societàe libertà di espressione, una manifestazione di unione e di voglia di fare, solo per esistere e resistere.

    testo: Lara Gigante

    per info ufficio stampa:

    anna.kitlas@gmail.com

    Photo Credits: Walls of Milano

  • OLTREMARE – zona temporanea delle arti urbane, II edizione, San Cataldo, Lecce

    OLTREMARE – zona temporanea delle arti urbane, II edizione, San Cataldo, Lecce

    Oltremare – Zona temporanea di arti urbane, II edizione

    11/15 luglio 2018

    Giunge alla sua seconda edizione Oltremare- zona temporanea di arti urbane, manifestazione compartecipata di street art nella marina di San Cataldo.

    Un’altra edizione, un’altra rigenerazione, un altro incontro che solleciti confronto di idee e di stili, di attitudini e di capacità per  ripensare, nuovamente, il concetto di spazio su cui interverranno.

    Un evento dove l’esperienza umana si mescolerà, un’altra volta, all’input artistico, svolgendosi lungo il muro dinanzi al lungomare, Amerigo Vespucci, della marina leccese.

    L’arte di strada in un format estivo, voluta e organizzata da 167/B Street e Artkademy(Milano), che parte dal basso avvalendosi, esclusivamente , della voglia di fare e di creare connessione. Un evento slegato dai circuiti ufficiali di festival e di gallerie, dunque autoprodotto ed autofinanziato, che conta sull’appoggio e sul sostegno degli sponsor locali e delle attività di zona, offertesi come “supporter ristorativi” e del Comune di Lecce, che ha messo a disposizione l’Ostello sito sul lungomare, per l’ospitalità agli artisti invitati.

    Una manifestazione che vede, dunque, il piacere dell’arte per l’arte, in cui il racconto dell’esperienza di strada convoglierà in un racconto a ciclo unico, formulato appositamente per la cornice d’affaccio dinanzi al mare.

    Gli artisti che giungeranno vengono da Albania (realtà con la quale si è da poco conclusa un’esperienza di arte condivisa con 167bstreet), Austria, Spagna ed Italia, e saranno inoltre, documentati nel loro operato da Giovanni Gianfranco Candida, Walls of Milano, fotografo di street art attivo nel capoluogo lombardo.

    I temi trattati non potranno che “rivolgersi” nuovamente al mare come ispiratore, come tramite e come mezzo, suo malgrado, di umane tragedie ed inabissamenti, come “dimensione” che contiene e manda lontano, come “deriva” del rapporto antropico con esso e dell’assoluta necessità di un riscatto dell’umano atteggiamento.

    Attendiamo trepidanti, e invitiamo tutti quindi, a prendere parte attiva allo svolgersi delle giornate tra l’11 ed il 15 di luglio, per scoprire come e cosa l’arte donerà al paesaggio, per vedere in diretta performance gli artisti all’opera, mentre si susseguiranno dj set musicali, vista mare.

    comunicato stampa a cura di Lara Gigante

    per info ufficio stampa:

    anna.kitlas@gmail.com

    laragigante0@gmail.com

     

  • “HINC FELIX ILLA CAMPANIA EST” interpretata da Chekos’art

    “HINC FELIX ILLA CAMPANIA EST” interpretata da Chekos’art

    HINC FELIX ILLA CAMPANIA EST

    Chekos’art e il suo contributo al progetto GRAART un progetto di Arte Contemporanea Urbana che ripercorre la storia e il mito di Roma attraverso opere di Urban Art realizzate da artisti provenienti da varie parti del mondo sulle pareti del Grande Raccordo Anulare.

    La vicinanza con l’arteria che collega Roma a Napoli invita a raccontare l’antico legame che salda questi due territori. Ciò che per i romani era la Campania Felix, secondo la definizione di Plinio il Vecchio, è il tema storico d’ispirazione per narrare un legame emotivo, oltre che territoriale, fra una fetta di territorio campano e l’Urbe, che fu spezzato drammaticamente nel 79 d. C. con l’eruzione del Vesuvio e la distruzione di Pompei, Ercolano e altre località della zona.

    Lo stesso Plinio troverà la morte quel giorno. Lo sappiamo grazie a suo nipote, Plinio Il Giovane, che in un carteggio con lo storico Tacito racconta le tragiche circostanze della scomparsa di suo zio e nello stesso tempo si trasforma in cronista del cataclisma che ha spazzato via una costola fondamentale di Roma, anche se lontana dal territorio capitolino.

    La ricerca di questo rapporto fra l’Urbe e la “sua” Campania Felix ci conduce, necessariamente anche all’interno delle corti imperiali. E nella fattispecie in una vicenda che ebbe il suo epilogo nel I secolo, in una villa patrizia di Baia (in Campania): l’omicidio di Agrippina Minore da parte di suo figlio Nerone.

    La vita dell’ultimo imperatore della dinastia Giulio-Claudia e dei suoi sodali è lo spunto per raccontare un intero sistema di valori, i suoi pregi e i suoi vizi, ma pure la grande cultura che pervadeva questi ambienti e le sue geografie che, almeno nel I secolo, prediligevano appunto i paesaggi rilassanti della Campania. Il viaggio, quindi, riporta naturalmente a Roma, al cospetto di ciò che rimane della Domus Aurea. E, di conseguenza, anche davanti all’Anfiteatro dei Flavi (il Colosseo), costruito per cancellare la memoria di Nerone.

    Ma la narrazione delle molte ombre e delle moltissime luci della vita di corte non può non trattare un argomento cruciale per risolvere molti dibattiti politici della Città Eterna: il veleno. Onnipresente compagno dei nobili di questi tempi, fu fedele alleato tanto dell’Augusta Agrippina che di suo figlio Nerone. Entrambi infatti si avvalsero dei servigi di Locusta dei Galli, sicario ufficiale della corte imperiale, che ebbe la sua bottega sul Palatino fino a che il potere non passò nelle mani dell’imperatore Galba, il quale la condannò a morte in un evento pubblico sanguinosissimo, la cui crudezza è passata alla storia. (testo a cura di David Diavù Vecchiato)

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  • MurAL Fest Tirana 2018

    MurAL Fest Tirana 2018

    MurAL Fest Tirana 2018, il resoconto del festival di street art

    La capitale dell’Albania sotto l’attacco di colori e forme

    A Tirana dal 26 Maggio al 3 Giugno si è da poco concluso, il II MurAL Fest, festival delle arti urbane, che ha visto la collaborazione tra l’associazione leccese 167 b street e la capitale albanese.167 b street ha accolto l’invito da parte di Dekori, referente albanese preposto all’organizzazione e alla cura del decoro urbano a Tirana.

    Lo sviluppo delle giornate di MurAL e l’organizzazione logistica, sono state curate in ogni minimo dettaglio, dal direttore di Dekori Henri Ciule affiancato dai suoi stretti collaboratori Petrit Shabani e Albana Kozeli.

    La direzione artistica è stata curata da Ania Kitlas e Chekos’art , artisti e fondatori di 167 B street , insieme a Franko Dine, artista albanese.

    Grazie a questa iniziativa, 13 artisti,tanti di loro di fama mondiale, sono intervenuti in una session di lavori durati una settimana e che hanno restituito alla città, nel quartieri di Blloku, una nuova immagine, vivacizzata dai colori, dalla monumentalità delle opere, dall’originalità conferita dai differenti linguaggi di ciascun artista.

    Gli artisti che hanno preso parte alla manifestazione e al festival : Artez (SR), Awer (IT), Bifido (IT), Carlitops (IT), Davide DPA(IT), Chekos’art (IT), Theic Licuado (UR), Frank Lucignolo (IT), Ende (AL), Eldi Veizaj (AL), Elian Tanini (AL), Franko Dine (AL), Lazoo (FR).

    Nuove collaborazioni che hanno, naturalmente portato alla costruzione di arte ma anche di nuovi rapporti umani e di amicizia, attraverso un nuovo sguardo restituito dall’esperienza artistica collettiva e condivisa. Un interscambio culturale in grado di valicare i confini e di modellare una capitale come Tirana, in un bacino accogliente di fusione. Un contributo unico e ma variegato, destinato a spingere Tirana a divenire sempre più una capitale di cultura ed arte, ponte balcanico di racconti visivi nuovi, e instancabili collaborazioni. La vita quotidiana, la strada e le storie si sono intrecciate, esplodendo sui muri, e reinventandosi in un mix di linguaggi volti a creare identità e ridisegnare lo spazio urbano, per scrivere una nuova storia.

    * Il testo a cura di Lara Gigante from Your Legs

    Gallery Walls of  MurAL Fest

    English version:

    The festival of urban arts, called MurAL Fest, that took place in Tirana from 26th of May to 3rd of June is recently closed. It was a collaboration between Lecce organisation 167/B street and the Albanian capital.

    167 b street has responded to the call for artists from Dekor – Tirana, the Albanian referent responsible for the Albanian enterprise under the care of urban decor inTirana.

    The everyday development and the logistics of MurAL were under the care in details of the director of Dekor Henri Ciule along with his close collaborators Petrit Shabani (Techincal Director of Festival) and Albana Kozeli (PR and Coordinator).

    The artistical direction was under the care of Ania Kitlas and Chekos’art , artists and co-founders of 167 B street , along with Franko Dine, Albanian artist.

    Thanks to this initiative, 13 artists, with some of international fame amongst them, have worked in one session week all over the city. They have transformed the face of some parts of Tirana into a new image full of life through the colours, the monumental artworks, and the originality conferred by different languages of expression of each artist.

    The artists who participated in Festival were : Artez (SR), Awer (IT), Bifido (IT), Carlitops (IT), Davide DPA(IT), Chekos’art (IT), Theic Licuado (UR), Frank Lucignolo (IT), Ende (AL), Eldi Veizaj (AL), Elian Tanini (AL), Franko Dine (AL), Lazoo (FR).

    As a result of this collaboration there are realised some artworks like an open air gallery in the city, as well as some new human and artistical raports between two countries are born. It comes with a new way of perceiving the art gained by the collective and divided artistical experience.

    This cultural exchange has crossed the borders and has created in the capital of Tirana a warm hosting point of art.

    This is a unique contribute, which is going to give the city an incentive transforming Tirana in a capital of art and culture, a bridge of new visual stories in the Balcans, as well as un uninterrupted collaborations. The everyday life, the street and its stories are intertwined, boosting on the walls and reinvented in a mix of languages in a way of creating idendity and redesigning the urban space, aiming to build a new history.

  • MurAL FEST a Tirana sta per partire! Ecco i nomi degli artisti!

    MurAl Fest porterà in Albania colore, per scrivere una nuova storia artistica, sui suoi muri.

    Il progetto, prevede l’unione e la collaborazione, nel ridisegnare lo spazio urbano, creando e restituendogli una sua nuova identità, di diversi artisti provenienti da Uruguay, Albania, Italia, Serbia, Francia.

    L’iniziativa, è frutto delle caleidoscopiche e mai interrotte collaborazioni che il laboratorio d’arte urbana,167 B street di Lecce, tiene in un continuo dialogo con le realtà con cui collabora. tra tante anche Albania. Il progetto promosso da Comune di Tirana, sostenuta dall’Istituto di Cultura Italiana di Tirana, l’Ambasciata Francese a Tirana.

    Quando le storie funzionano, tendono sempre a ripetersi sviluppandosi sempre in nuove possibilità, in un filo continuativo che non conosce orizzonte. E’ già la seconda volta in Albania per 167B street, dopo il festival di Vlore International Street art tenutosi nel 2015, e poi ripetutosi nel 2016, grazie all’iniziativa di Albania Viaggi che rese possibile il tutto, con la direzione artistica di 167 b street.  Li Chekos’art conosciutosi con l’artista street artists di Valona –  Franko Dinaj, artista che lavora con il comune di Valona, al dipartimento che si occupa del decoro urbano,  ha dato avvio ad un’amicizia ed una collaborazione artistica ininterrotta, che ha portato l’artista albanese ad intervenire la scorsa estate, al festival di Oltremare, e adesso a tornare in Albania.

    E se l’unione fa la forza, i colori faranno la differenza, nell’unione di un linguaggio unico ed universale come quello artistico.  Un mix ricco e vario, dove vedremo operare, tra tanti nomi presenti, difatti 167Bstreet ha invitato 8 artisti su 13:   2501 da Milano, Artez (Serbia) Licuado (Uruquay),  Bifido con il poster art,i leccesi Frank Lucignolo e Davide DPA (calligrafia), Carlitops sempre pugliese e Chekos’art .

    Un gemellaggio tra due realtà del Mediterraneo ad altissimo impatto visivo, Non resta che rimanere sintonizzati sulle frequenze della manifestazione per conoscere la galleria d’arte e a cielo aperto.

    l’autore testo: LARA GIGANTE di “Your Legs Are My Business”