
Artitude 2026 ci ha portati in Ghana. Dal 5 al 10 ottobre siamo stati alla Achimota School di Accra, per un workshop di arte urbana e un murale dedicato a Kofi Antubam. La nostra residenza è stata realizzata grazie a una Mobility Grant per artisti e professionisti della cultura del programma Africa-Europe Partnerships for Culture, componente Africa subsahariana Connect & Create, finanziato dall’Unione Europea e attuato dal Goethe-Institut in partenariato con Expertise France e Institut français.
Ci sono viaggi che cominciano molto prima della partenza. Il nostro è iniziato mesi fa, tra candidature, vaccini, visti e valigie piene di colori, ed è arrivato a compimento su un muro di Accra, circondati da decine di studenti che dipingevano con noi.
Siamo stati invitati a partecipare ad Artitude 2026: Going Beyond the Classroom, il programma internazionale promosso da Ramdom APS, con sede a KORA, Centro del Contemporaneo di Castrignano de’ Greci e dall’organizzazione ghanese Artlife Matters. Per sei giorni Accra ha riunito artisti, educatori, studenti e professionisti della cultura provenienti da Ghana, Italia e Ruanda, intorno a una domanda precisa: come portare l’educazione artistica oltre i confini dell’aula. 167/B Street ha fatto parte della rete di partner del progetto, e la nostra residenza è stata resa possibile dal Goethe-Institut, attraverso il programma di mobilità Africa-Europe Partnerships for Culture.
Il workshop di Artitude 2026: lo stencil come lingua comune
Il cuore del nostro lavoro è stato il laboratorio con gli studenti della Achimota School, una delle scuole più prestigiose del Ghana, insieme ai ragazzi di Wesley Grammar, St. John’s Grammar e St. Thomas Aquinas.
Anna ha condotto il workshop sulle tecniche contemporanee dell’arte urbana, mentre Chekos’art ha guidato i partecipanti nella tecnica dello stencil, che da anni è al centro della sua ricerca: dal disegno e dal taglio delle matrici fino alla pittura su muro. Gli studenti hanno partecipato a tutte le fasi della produzione, e il murale è diventato davvero un’opera collettiva.
Anna ha poi facilitato l’intero processo di realizzazione, curando il dialogo tra artisti, studenti e insegnanti. Perché un murale collettivo non nasce solo dalla tecnica: nasce dall’ascolto, dalla comunicazione e da un’atmosfera in cui ognuno si sente libero di contribuire.
L’opera: omaggio a Kofi Antubam
Il tema scelto è stato il patrimonio culturale. Abbiamo voluto rendere omaggio a Kofi Antubam, uno dei pionieri dell’arte moderna ghanese e insegnante proprio della Achimota School, figura centrale nella costruzione dell’identità culturale del Ghana attraverso simboli e forme legati alla tradizione Akan.
Il murale si trova sull’edificio del Dipartimento di Arte della scuola: sulla facciata il suo volto, sul muro laterale alcune delle sue opere. Il ritratto monumentale emerge da una trama optical di linee bianche e nere che attraversano l’architettura e trasformano la facciata in un campo visivo pulsante. Le tonalità della terra dialogano con il dinamismo grafico delle linee, evocando l’incontro tra tradizione africana e linguaggio contemporaneo. In questa reinterpretazione urbana il volto di Antubam supera la dimensione del ritratto celebrativo e diventa una trama visiva che unisce memoria, cultura e spazio pubblico.
Riportare la sua figura sulle mura dove oggi si forma una nuova generazione di artisti ha significato, per noi, costruire un ponte tra memoria e futuro.
Il murale è stato presentato sabato 10 ottobre, nella giornata conclusiva di Artitude 2026 dedicata alla Conference and Expo, la stessa in cui è stata inaugurata la Artitude Creative Library, la nuova mediateca d’arte itinerante del progetto, alla presenza dell’ambasciatrice Laura Ranalli.
Un laboratorio di vita
Al di là dell’opera, quello che portiamo a casa da Artitude 2026 è soprattutto un’esperienza umana. Lavorare fianco a fianco con gli studenti e i professori della Achimota School è stato un vero laboratorio di vita, in cui l’arte è diventata strumento di dialogo, apprendimento e crescita reciproca. Abbiamo visto ancora una volta come i processi creativi sappiano costruire relazioni autentiche e nuove connessioni tra persone, luoghi e comunità.
Achimota è una comunità bellissima, accogliente e profondamente viva, dalla quale abbiamo tanto da imparare. Siamo arrivati per insegnare qualcosa, e siamo ripartiti avendo ricevuto molto di più.
Grazie
Per Artitude 2026 va un ringraziamento sentito ad Artlife Matters, a Ramdom APS, al Goethe-Institut, alla Achimota School, a tutti gli studenti e gli insegnanti che hanno condiviso con noi queste giornate, e ad Amelia, che ha vissuto questo viaggio insieme a noi.


































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